Home Alfonso e Daniela Agonismo…più che una passione – Storia mondiale 13

Agonismo…più che una passione – Storia mondiale 13

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Irlanda 2016

Finisce con la vittoria dell’Irlanda in entrambi i Campionati, maschile e femminile, il Mondiale di surfcasting 2016 che si è svolto a Wexford in Irlanda. Un Mondiale veramente duro, con temperature al limite della sopportazione e mari e tecniche di pesca per noi poco usuali. Dopo una partenza difficile con la prima manche effettuata di notte molto sofferta, i ragazzi hanno risalito la china lottando fino alla fine e sfiorando il podio, concludendo il campionato al quinto posto della classifica finale. Stessa sorte per il nostro Team Femminile. Doppio successo per i padroni di casa che conquistano l’oro a squadre e il gradino più alto sul podio individuale con l’irlandese Alan Mulcahy.

Prove

Giunti sul luogo ci siamo immediatamente resi conto che ci attendeva una prova assai dura, in un confronto con situazioni meteo difficili e pesci inusuali. Inoltre, a complicare ulteriormente le cose c’era l’incognita degli inneschi che non conoscevamo e che, come sempre, ricoprono un ruolo decisivo ai fini del risultato. Hanno preso così vita i giorni di prova, sempre fondamentali, durante i quali dovevamo esaminare le varie problematiche, consolidare le nostre conoscenze e mettere a fuoco quella che poi sarebbe stata la nostra tattica di gara.

Quali le fasce più redditizie? Un quesito che in ogni mondiale è sempre importate valutare, una scelta spesso determinante ai fini del risultato. In questa occasione avere con noi un lanciatore come Filippo ci ha consentito di toglierci ogni dubbio sulla pesca nelle fasce più lontane e, dopo due giorni di prove, ci siamo resi conto che sulla lunga e lunghissima distanza, al netto di qualche raro waiting, le catture erano rare, in alcuni momenti addirittura assenti. Di contro, e lo stesso Filippo è stato uno dei primi a rendersene conto, nella primissima fascia, praticamente a ridosso della battigia, specialmente sulla marea montante, la presenza dei pesci piatti era rilevante.

Rimaneva da mettere a punto l’innesco vincente e così è accaduto. Dopo innumerevoli prove, confortati da una raccolta dati precisa e puntuale, non avevamo dubbi: quello che chiamammo l’innesco C, composto da un piccolo pezzo di lugworm e due/tre tremoline, risultava di gran lunga il boccone più efficace.

La gara

Come accennato in precedenza, la partenza è stata in salita e l’impatto con situazioni non facili da gestire ci ha creato sicuramente qualche difficoltà. Tuttavia il morale alto, l’affiatamento del gruppo e l’importante lavoro fatto durante i giorni di prova sono stati il vero collante della squadra che non si è data mai per vinta e ha combattuto fino al fischio di chiusura. 

I campi gara si sono alternati continuamente creando un po’ di disorientamento, compreso l’ultima manche dove siamo stati catapultati su una spiaggia del tutto nuova, costringendoci ad una camminata per raggiungere i picchetti che non ha precedenti. Detto questo la tattica di gara è risultata adeguata e ci ha consentito di risalire la classifica e tener testa ai padroni di casa e alle squadre più forti fino alla fine.

Conclusione e riflessioni

In sostanza un’esperienza importante, un mondiale per certi versi innovativo svoltosi su un campo gara sicuramente nuovo per noi che però abbiamo affrontato con grande autorevolezza, coscienti delle nostre grandi potenzialità. Cosa è mancato per raggiungere l’obiettivo? Sicuramente un pizzico d’esperienza in più, tuttavia una cosa è certa, i tempi di reazione che in alcuni momenti sono sembrati un po’ lenti hanno fatto la differenza. In altre parole, ci sono situazioni in cui, nello svolgimento frenetico della competizione, è necessario effettuare dei piccoli ma decisivi cambi di tattica: ebbene, perdere anche pochi minuti per adeguarsi può farci mancare l’obiettivo che si traduce in qualche pesce in meno nel secchio dei nostri atleti, punti preziosi che purtroppo fanno e hanno fatto la differenza.

 

Un grande ringraziamento ancora oggi mi sento di rivolgerlo, oltre che allo staff Federale, al mio vice CT Riccardo e agli accompagnatori David Girardi e Davis Fasolo che, in quella non facile trasferta, si sono prodigati per aiutare e seguire tutti i componenti del team azzurro. Infine, un grazie particolare alla Federazione per avermi consentito di vivere questa ennesima, grande avventura.

 Team Azzurro

Massimo Mucciola

Antonello Passucci

Marcello Messina

Filippo Montepagano

Alessandro Tavola

Stefano Guido

Vice CT Riccardo Miserendino

Staff Federale

Stefano Sarti – Elia Grasso

Staff tecnico – accompagnatori

David Girardi – Davis Fasolo

Classifica

1°        Irlanda

2°        Inghilterra

3°        Spagna