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4 nodi minuto per minuto

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Sempre fondamentale, la scelta e la perfetta esecuzione dei nodi condiziona pesantemente la nostra azione di pesca.

Antico come il mondo, il nodo ha da sempre condizionato la vita dell’uomo, a cominciare da quello fatto da un’ostetrica all’ombelico, quando un bambino nasce, per continuare con nodi quotidiani di ogni genere, alla cravatta, ai lacci delle scarpe, al fazzoletto, ai capelli, ai pacchi, agli arrosti, al pareo balneare… Alcune categorie di persone annodano per professione: i marinai le vele, i pescatori le reti, i tessitori i tappeti, gli alpinisti le corde da montagna, i chirurghi i fili di sutura, le infermiere i lacci emostatici, i prestigiatori i fazzoletti, i contorsionisti il proprio corpo. Molto spesso ci troviamo nella necessità di far uso dei nodi sia nella quotidiana vita cittadina che andando per mare, e talvolta ci rendiamo conto della loro importanza solamente quando l’ormeggio della barca o del gommone non ha tenuto o quando il nodo si è sciolto, facendo rovinare a terra quello che avevamo legato, oppure proprio in pesca, quando all’altro capo della lenza abbiamo una grossa preda che… Tuttavia è andando per mare che i nodi assumono la loro maggiore valenza, e solo nella necessità possiamo prendere coscienza di quanto sia fondamentale saper scegliere ed eseguire subito e bene un nodo, rapidamente e con il minimo dei movimenti, in ogni condizione di tempo e di mare, di giorno o in assenza di luce, senza dimenticare che in alcuni casi deve essere anche agevole da sciogliere subito e bene. Un nodo inadeguato o mal fatto, oppure l’eccessiva lentezza nell’eseguirlo, può comportare pericolo per sé e per gli altri. Per ottenere questo è indispensabile imparare a memoria il nodo, cosa che è possibile solamente se viene provato e riprovato fino alla noia, fino a che non si riesce ad eseguirlo in maniera automatica ed istintiva.

Il nodo in pesca

Il mondo dei nodi ha sempre esercitato un forte fascino sui pescatori che proprio ad essi affidavano il destino delle loro catture. Innumerevoli sono le soluzioni e tantissimi i nodi disponibili, più o meno efficaci e facili da eseguire, divisi per categorie e funzionalità, adatti alle singole tecniche e in grado di risolvere le molteplici esigenze che s’incontrano durante l’azione di pesca. Quindi, consapevoli che ne esistono in numero assai rilevante e che non tutti spiccano per efficacia ed affidabilità, nella scelta non sempre facile su quale eseguire è necessario tener conto di alcuni fattori fondamentali, primo su tutti il reale carico di rottura, ovvero l’effettiva tenuta del nodo sotto sforzo. Purtroppo, molti pescatori non tengono nella giusta considerazione questo importantissimo fattore che a tutti gli effetti è uno dei maggiori responsabili della perdita di molte prede importanti. Per fare un esempio: se stiamo utilizzando un terminale dello 0,30 mm ma il nodo che abbiamo fatto, all’amo o alla girella, ha un carico di rottura effettivo dell’80% rispetto alla lenza impiegata, in realtà stiamo pescando con uno 0,24 mm. Risultato: se non teniamo nella giusta considerazione tutto ciò, in caso catturassimo un bel pesce rischieremmo di forzare troppo con le conseguenze che è facile immaginare. Per evitare e limitare i danni, quindi, affidiamoci a pochi nodi ma buoni, di sicura e provata efficacia ed affidabilità, dotati di un carico di rottura elevato, il più possibile vicino a quello della lenza che stiamo utilizzando. A questo punto non ci resta che imparare ad eseguirli correttamente, senza furia e senza superficialità, ricordando sempre che ogni qual volta un nodo non ci convince, è necessario tagliare e farlo nuovamente, senza indugio.

Nodi da surf

Sostanzialmente per la realizzazione delle montature per il surfcasting abbiamo tre esigenze fondamentali: unire due fili di diverso diametro e in alcuni casi di differente materiale, aggiuntare il filo ad una girella o a un occhiello, in genere di ferro, e, come in tutte le tecniche, fissare l’amo al terminale. Apparentemente facili, queste tre operazioni richiedono la scelta di nodi efficaci e sicuri, in grado, come nel caso dello shock leader, di resistere a fortissime sollecitazioni. Molte sono le soluzioni possibili, alcune delle quali assai valide e altre sicuramente meno. Ecco in modo dettagliato quattro nodi a nostro avviso straordinari, con i quali è possibile far fronte a tutte le esigenze sopra citate, che assicurano la massima efficacia e sicurezza.


Albright

Senza dubbio nodo fra i più conosciuti dai surfcaster, l’Albright rappresenta una delle soluzioni più efficaci per collegare due lenze di diametro differente, e quindi per costruire lo shock leader. Sostanzialmente semplice da eseguire, è particolarmente indicato in tutte le situazioni in cui la differenza tra i due fili da unire non è eccessiva

Collegamenti ideali

Esecuzione

  1. Con il filo di diametro maggiore formare un’asola.
  2. Infilare il capo del filo sottile nell’asola.
  3. Eseguire alcuni giri, almeno 6, in direzione dell’asola.
  4. Introdurre il capo del filo all’interno dell’asola, nello stesso verso con cui si è infilato al punto 2.
  5. Accostare, senza accavallare, le spire una accanto all’altra.
  6. Umidificare e serrare con forza, tirando uno alla volta entrambi i capi del filo.

Composite doppio

In assoluto uno dei nodi più efficaci e con il carico di rottura più alto, 90-95%, il Composite doppio consente di unire due fili anche molto differenti tra loro, sia come diametro sia come materiale, compresa la difficile giunzione tra nylon e cavetto d’acciaio. E’ ottimo per lo shock leader, ideale per collegare i terminali agli snodi, efficace nella giunzione di qualsiasi filo ad ogni tipologia di anello.

Collegamenti ideali

Esecuzione

  1. Formare un nodo piano sul filo più grande, quindi inserire il filo più sottile nel nodo e serrare.
  2. Con il filo sottile effettuare alcuni giri, almeno 7, intorno al filo grande. 
  3. Tornare indietro ed eseguire un numero di spire inferiore di un’unità. 
  4. Infilare il capo libero nell’ultima asola.
  5. Disporre le spire ben accostate verso il nodo piano.
  6. Serrare con forza e rasare ai capi il filo in eccedenza.

 


Palomar

Sicuramente uno dei nodi più efficaci ma al tempo stesso più veloci e semplici da eseguire, il Palomar consente di legare un amo ad occhiello in modo assolutamente rapido e sicuro, garantendo un carico di rottura assai elevato, oltre il 90%. Inoltre, può essere utilizzato anche per collegare qualsiasi filo, treccia compresa, anche di diametro sostenuto, ad una girella. In sostanza è un grande nodo, utilizzabile nel surf e non solo, che non richiede una particolare manualità e quindi adatto anche ai pescatori meno esperti.

Esecuzione

Sicuramente uno dei nodi più efficaci ma al tempo stesso più veloci e semplici da eseguire, il Palomar consente di legare un amo ad occhiello in modo assolutamente rapido e sicuro, garantendo un carico di rottura assai elevato, oltre il 90%. Inoltre, può essere utilizzato anche per collegare qualsiasi filo, treccia compresa, anche di diametro sostenuto, ad una girella. In sostanza è un grande nodo, utilizzabile nel surf e non solo, che non richiede una particolare manualità e quindi adatto anche ai pescatori meno esperti.

  1. Infilare il capo libero del terminale nell’occhiello dell’amo o della girella.
  2. Formare un’asola e ripassare nuovamente il capo all’interno dell’occhiello.
  3. Con la lenza doppia fare un nodo piano.
  4. Far passare l’amo dentro l’asola e tenendo stretti i due capi, far scorrere lentamente il nodo verso l’amo.
  5. Umettare e serrare.
  6. Rasare perfettamente il nodo.

Snelling a hook 

Definito da molti il nodo in assoluto più efficace e con il maggior carico di rottura, quasi il 100%, lo Snelling a hook rappresenta l’icona nel panorama dei nodi da pesca: quando abbiamo la necessità di legare un amo sul gambo, sia a paletta che ad occhiello, non esiste un nodo migliore. Eccezionale nella tenuta, una volta terminato presenta entrambi i capi che passano all’interno della legatura; inoltre, quando serrato, è praticamente impossibile che scorra, una caratteristica assai importante che evita alle spire, sotto sforzo, di sormontare la paletta o infilarsi nella spaccatura dell’occhiello dell’amo. Purtroppo, a differenza degli altri nodi, la sua esecuzione non è facile e richiede una certa manualità.

Esecuzione

  1. Formare un’asola aperta e porla accanto al gambo dell’amo, quindi infilare due dita all’interno dell’asola e posizionarsi davanti all’amo.
  2. Far ruotare l’asola sul gambo dell’amo in senso orario e tornare nella posizione al punto 1.
  3. Effettuare almeno 6 giri sempre con la stessa procedura.
  4. Prestare la massima attenzione a non far accavallare le spire.
  5. Mantenendo tra le dita l’amo e le spire fatte, tirare il capo del filo più lungo. Di seguito tirare il capo più corto.
  6. Accostare il nodo alla paletta o all’occhiello e serrare con forza.
Ami diversi