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L’evoluzione dei calamenti

Molto si è detto e scritto in tutti questi anni sul surfcasting, una disciplina che appassiona migliaia di praticanti in tutto il mondo, una tecnica che ha subìto e subisce un’evoluzione costante e per certi versi sorprendente, tanto che chiunque abbia vissuto il surf appena un decennio fa stenta a stare al passo con i tempi.

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IERI

Il rosario

Si tratta di un accorgimento tecnico semplicissimo. In sostanza, nel realizzare una montatura scorrevole si introduce una serie di perline seguite da un salvando a battuta sul piombo, il tutto per circa 10 cm. Un’operazione che dovrebbe consentire al bracciolo di rimanere staccato dal trave durante il lancio e il recupero. Questa soluzione è stata in auge negli anni ‘80 fino ai primi anni ‘90.

Standard

Sicuramente uno dei calamenti che ha fatto la storia del surf. Nella pratica si tratta di un trave lungo circa 150 cm, con piombo terminale fisso e tre braccioli posti a bandiera di lunghezza a scalare partendo dall’alto con il più corto. Generalmente l’ultimo finale veniva posto direttamente a battuta sul piombo.

Pater noster

Si tratta di un vecchio calamento, efficace ed utilizzato in molte tecniche di pesca compreso, ovviamente, il surf. Particolarmente indicato in presenza di forte turbolenza, simile allo standard, è composto da un trave di lunghezza variabile all’interno del quale vengono posti due braccioli, generalmente uguali e molto corti.

Diapason – elle veloce

Si tratta di due tipologie di outrigger utilizzati nel surf molti anni fa, oggi in disuso. In altre parole, due divergenti realizzati in acciaio armonico: il primo a forma di diapason, classico e adatto alle medie turbolenze, il secondo più lungo e a forma di L rovesciata, indicato in situazioni estreme.

“Ciao ciao”- zatterino

Vecchi quanto il surf, il “ciao ciao” e lo zatterino hanno rappresentato per molti anni l’unica soluzione per alleggerire il terminale e l’esca. Nel primo caso si tratta di un pezzo di sughero o polistirolo inserito direttamente all’interno dell’esca. Lo zatterino, invece, generalmente in sughero, veniva inserito sul finale a circa 30 cm dall’amo e serviva ad alleggerire il terminale.

OGGI

Trave a bandiera

Sicuramente il trave oggi più efficace e largamente utilizzato, anche dai migliori agonisti. Nella sostanza, si tratta di una montatura a bandiera con piombo terminale fisso e 2-3 braccioli fissati al trave tramite piccolissimi snodi, spesso realizzati con sfere a 4 vie. La lunghezza dei finali può variare tenendo conto, però, che ogni gracciolo non deve arrivare a toccare con l’amo gli snodi degli altri terminali.

Sfere a 4 vie

Una delle più importanti innovazioni nel settore della minuteria destinata alla creazione degli snodi. Nella pratica si tratta di piccole sfere disponibili in diverse misure, dotate di due fori non intersecanti nei quali s’inseriscono trave e finale. Leggere, dotate di poteri antigroviglio eccezionali, consentono la costruzione di montature di grande efficacia.

Micro agganci

Altrettanto efficaci e di grande utilità, in questi ultimi anni è stata studiata e immessa sul mercato una grande varietà di micro-agganci. Pratici e facili da utilizzare, permettono la sostituzione rapida del finale, una soluzione che aiuta a velocizzare e razionalizzare tutta l’azione di pesca.

Float-rig – schiuma pop up

Piccoli grandi accessori divenuti di uso comune che hanno egregiamente sostituito gli storici “ciao ciao” e zatterino. I primi sono disponibili in varie forme, misure e colori e possono essere impiegati con efficacia nella pesca del pesce di galla. La schiuma pop-up, anch’essa ottima per la pesca di superficie e non solo, largamente utilizzata dagli agonisti, viene inserita sul finale e posizionata in testa all’esca che viene così alleggerita ed aiutata a risalire verso la superficie.

SEMPRE ATTUALI

Long arm

Lungo braccio, questa la traduzione letterale del long arm. Si tratta di una montatura monoamo, ovvero munita di un unico finale molto lungo. Assai valida, questa paratura ancor oggi viene utilizzata largamente, specialmente per la pesca delle spigole, delle orate e ogni qual volta s’insidiano pesci di taglia.

Short rovesciato

Altrettanto valido, lo short rovesciato prevede un finale alto posto a circa 80-90 cm dal piombo della lunghezza medesima, ovvero l’amo cade a battuta a pochi cm dalla zavorra. L’attacco al trave avveniva generalmente con una girella a tre vie, oggi sostituita con pratici ed efficaci snodi spesso muniti di sganci rapidi.