Home Blog A muso duro

A muso duro

Vorace, dotata di una corporatura massiccia e un apparato boccale possente, l’orata è in grado di frantumare con grande facilità bocconi molto tenaci come granchi, muscoli e ogni sorta di mollusco.

257
Digital Camera

Sicuramente una delle prede più ambite dai surfcastmen e non solo, l’orata sorprende per la grande combattività che è in grado di esprimere una volta allamata. Una caratteristica che, in proporzione alla taglia, gli ha consentito di aggiudicarsi il primato tra le prede del surf, in compagnia del sarago, di grande “combattente”, scaltro e diffidente, tanto che intorno a lei negli anni sono cresciuti e si sono alimentati vari detti comuni, alcuni veritieri, altri certamente no, o perlomeno alquanto improbabili e stravaganti. Tuttavia, una cosa è certa: l’orata, quando decide di avventarsi su un boccone, dopo averlo scrutato a dovere lo fa con grande decisione, a muso duro, e, una volta accortasi dell’inganno, tenta in tutti i modi di liberarsi dell’amo con fughe repentine e utilizzando l’arma più possente di cui dispone, due micidiali mascelle munite di placche poderose in grado di frantumare qualsiasi cosa e, in alcuni casi, capaci di spezzare il nostro amo anche se di dimensioni generose. E’ quindi logico, quando decidiamo di organizzare una battuta di pesca mirata alla sua cattura, non lasciare nulla al caso, bensì prestare molta attenzione alla scelta dell’attrezzatura, con una cura particolare alle montature e ai finali, il tutto per non vanificare i nostri sforzi proprio una volta che la meta sembra raggiunta, perché ricordiamoci, solo una volta che l’abbiamo salpata ed è al sicuro tra le nostre mani  possiamo essere certi di aver vinto!

Nel segno dell’affidabilità

Abbiamo già accennato alla necessità di munirsi di un’attrezzatura adeguata, e nello specifico, per quanto riguarda le canne, è questo il caso in cui possiamo sfoderare le nostre due/tre pezzi, attrezzi sicuramente potenti, in grado di garantirci la massima affidabilità ma, cosa più importante, adatti a raggiungere le massime distanze. Ebbene sì, nella pesca delle orate, spesso, in molte delle spiagge del nostro Paese, a causa del basso fondale, se vogliamo insidiare con successo questo splendido sparide, è necessario raggiungere le fasce più lontane, ben oltre i fatidici 100 mt. Per far questo è ovvio che, oltre ad una buona tecnica di lancio, è necessario utilizzare attrezzi adeguati e specifici per questa esigenza. Ovviamente, anche il mulinello sarà di buona taglia, potente e caricato con dell’ottimo filo che, ricordiamoci, non potrà essere di diametro troppo elevato per non toglierci metri preziosi durante il lancio, ma che allo stesso tempo dovrà offrirci ampie garanzia di tenuta. Un buon compromesso è dato da uno 0,20-0,22 in bobina, munito di uno shock leader dello 0,45-0,50 mm. Ovviamente, nel caso dovessimo allamare un pesce di grossa taglia, sarà necessario prestare la massima attenzione durante il recupero e, specialmente nelle fasi finali, prima che lo shock entri nel mulinello, mantenere la frizione registrata adeguatamente, in modo tale da ammortizzare le eventuali fughe laterali e le testate del pesce.

Situazioni ideali

La stagione è ideale e le orate è proprio in questo periodo che tendono ad accostare con maggiore facilità. Tuttavia, come per ogni specie, hanno le loro abitudini e prediligono zone ed orari particolari: è quindi necessario organizzare le nostre battute tenendo conto di questi importanti fattori. Ottime le spiagge che presentano un fondale misto o le baie racchiuse tra due punte di roccia, così come sono generalmente da preferire le località in prossimità delle foci dei fiumi e delle imboccature dei porti. Sugli orari, poi, sicuramente alba e tramonto risultano assai efficaci, tuttavia, com’è ormai noto, durante la tarda primavera e in estate, in alcune zone dov’è possibile esercitare la pesca diurna, le ore centrali della giornata spesso risultano eccellenti, e non è raro che la cattura degli esemplari più grandi avvenga proprio in questo periodo. Detto ciò, chi è dedito a questa tecnica sa che la pazienza è la carta vincente: nella pesca delle orate, infatti, quando si tratta di insidiare gli individui di grossa taglia, la tenacia, insieme ad una cura maniacale dei particolari, rappresenta la carta vincente per il successo. Infine, là dov’è possibile, filiamo in acqua più canne, magari innescate con bocconi diversi, ma, cosa assai importante, sempre ben distanziate tra loro, in modo tale che, in caso di abboccata, durante le fasi di recupero i fili non finiscano per accavallarsi, un’evenienza tutt’altro che improbabile ma assai rischiosa che potrebbe farci perdere l’ambita preda. In ogni caso, se non siamo soli, al momento dell’avvenuta ferrata è sempre consigliabile far ritirare velocemente le lenze delle canne limitrofe. 

   

Montature in linea

Vediamo ora quale montatura e terminale utilizzare. Sicuramente una paratura con piombo terminale fisso munita di long arm può andar bene, tuttavia è questo il caso in cui anche la tradizionale soluzione con piombo scorrevole risulta assai efficace. In sostanza, utilizzare una montatura in linea, ovvero con il finale che lavora diretto sulla lenza madre, rappresenta la soluzione più adatta ed efficace, quella che ci garantisce la massima tenuta sotto sforzo e quindi i combattimenti più sicuri. Quale che sia la soluzione scelta, però, ricordiamoci che il finale deve sempre essere sostanzialmente lungo, mai al di sotto dei 150-200 cm. Per quanto riguarda la realizzazione, impieghiamo sempre monofili di ottima qualità e minuteria di altrettanta affidabilità, con un’attenzione particolare agli ami. Come abbiamo accennato in precedenza, infatti, l’orata è dotata di un apparato boccale possente: è quindi necessario utilizzare ami molto robusti, dotati di una punta acuminata e di grandezza proporzionata all’esca che andremo ad impiegare, senza però scendere mai troppo con la misura.       

Esche e inneschi                                     

Quando si tratta di orate, parlando di esche, il panorama risulta sempre molto vario ed è difficile dare dei giudizi categorici sull’efficacia di un boccone piuttosto che un altro. Molte sono le soluzioni che possono risultare catturanti, e spesso la loro efficacia varia da un luogo ad un altro, come del resto accade per tante altre specie di pesce. Ottimi alcuni vermi come l’americano, così come il bibi, eccellenti i molluschi, il granchio, la cozza, il paguro, il murice ecc. Detto questo, una cosa è certa, se vogliamo mirare a pesci di taglia, è bene preferire bocconi sostanziosi. Inoltre, ricordiamoci che stiamo parlando di un pesce spesso molto diffidente, per cui, nel confezionare il nostro innesco, effettuiamo questa operazione sempre  con grande cura, cercando di rendere il tutto più naturale possibile. A tale proposito, specialmente se operiamo in acque calme e limpide, è indicato l’utilizzo del fluorocarbon, una soluzione che rende i nostri finali meno visibili e quindi più catturanti.

Lanci da orate                                           

Lo abbiamo già detto ma vale la pena ripeterlo: spesso per avere successo nella pesca delle orate è necessario lanciare lontano le nostre esche. In altre parole, è questo il caso in cui, chi è dotato di una buona tecnica, la può e la deve sfoderare, magari eseguendo dei buoni ground, lanci che possono garantirci grandi distanze, quelle necessarie per entrare perfettamente in pesca. Cogliamo quindi l’occasione per porre l’attenzione su questo argomento. Come ho più volte asserito, spesso i pesci si catturano nella corta e media distanza, ma esistono situazioni, e questa è una di quelle, dove il saper lanciare risulta determinate, ed quindi importante raggiungere dei livelli tecnici sufficienti a garantirci una certa consistenza di risultati. Del resto, in una tecnica come il surfcasting il lancio ricopre un ruolo molto importante, e chiunque decida di avvicinarsi a questa disciplina, è necessario che gli riconosca tale importanza. 

  

L’uso del bait clip è indispensabile per ottenere le massime distanze, e se si quali sono i modelli migliori?

Sicuramente il bait clip è un accessorio molto valido che ci permette di guadagnare metri preziosi nel lancio. In commercio ne esistono di vari tipi, tuttavia sono da preferire quelli di piccole dimensioni e molto leggeri. In alternativa è possibile impiegare i fiocchi di PVA, un materiale solubile molto utilizzato nel carpfishing che può garantirci un’efficacia assoluta durante il volo: una volta in acqua, in pochi secondi svanisce, lasciando il nostro trave perfettamente in pesca.

Sulla regolazione della frizione in fase di attesa ci sono pareri molto discordanti. Nella pesca delle orate qual è la registrazione ideale per garantirci ferrate efficaci?

E’ vero, questo è un argomento molto dibattuto, tuttavia non ci sono dubbi, la frizione completamente libera in fase di attesa è sicuramente un errore. Il surfcasting è una tecnica dove l’autoferraggio è decisivo e, perché ciò avvenga e l’amo penetri a fondo nel palato del pesce, è necessario che questo, una volta avvenuta l’abboccata, subisca il contraccolpo prima del piombo e poi della canna, un evento che non può avvenire in modo efficace se la frizione libera consente al nylon di correre via senza sforzo. In altre parole, in fase di attesa la frizione dei nostri mulinelli deve essere registrata al carico di rottura del filo impiegato.

Il verme di Rimini è vero che rappresenta l’esca più efficace nella pesca delle orate, e qual è il metodo migliore per utilizzarlo?

Certamente si tratta di esca eccellente. Detto questo, come spesso accade esistono bocconi che in alcune zone e situazioni specifiche risultano insuperabili, per poi divenire mediocri o perlomeno uguali ad altri per efficacia in luoghi diversi. Stessa cosa vale per il verme di Rimini: in alcune spiagge della Corsica, così come in Croazia e in altre località, risulta un’esca eccellente, così come spesso accade in zone rocciose, in prossimità di dighe foranee ecc, ovvero in presenza di fondali alti e misti. In altre situazioni e spiagge comuni, invece, la sua efficacia si riduce a quella di altri comuni anellidi.

Una volta lanciato e posta la canna nel picchetto, è vero che è preferibile lasciare il filo in bando?

Questo argomento si riallaccia a quello della frizione. In sostanza, considerando la specifica situazione della pesca delle orate, specialmente se utilizziamo esche pesanti e che prevedono di essere frantumante prima di essere ingerite, è indispensabile utilizzare finali molto lunghi e lasciare il filo della canna in bando, il tutto per non insospettire il pesce durante l’abboccata. Poi, una volta ingerito il boccone…