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Agonismo…più che una passione – Storia mondiale 5

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2005 – Italia –  Mondiale Senior e Femminile

Eccezionale risultato delle nostre rappresentative azzurre al Campionato del Mondo di Surfcasting. I due ori conquistati dalla squadra femminile e l’argento del team maschile chiudono, così, una stagione senza precedenti per quanto riguarda il surfcasting.

Si sono svolti a S. Elpidio, nelle Marche, i Campionati mondiali di surfcasting 2005 Maschile Senior e Femminile, sicuramente l’evento agonistico più importante dell’anno per quanto riguarda il Settore mare. Eccezionale il risultato per le nostre nazionali che sono salite sul gradino più alto del podio con la rappresentativa femminile sia a squadre sia per il titolo individuale, e quella maschile che, dopo una partenza sofferta e sottotono, ha conquistato un prestigioso argento a squadre. Un risultato di grande rilievo che conclude una stagione agonistica senza precedenti, un anno che si chiude con ben sei ori e due argenti conquistati nelle varie categorie di specialità. Continua, così, lo strepitoso successo della nostra Nazionale femminile che in questi ultimi quattro anni non è mai scesa dal podio, aggiudicandosi ben tre ori e un bronzo a squadre e un oro, un argento e un bronzo individuali. Un risultato storico che rende evidente il valore di queste splendide atlete e sottolinea il grande lavoro svolto dallo staff tecnico e da tutto il Settore. Mai nella storia della nostra Federazione la squadra femminile aveva raggiunto tali risultati e credo che nessuna rappresentativa estera sia mai riuscita in una simile impresa per quattro anni consecutivi; in altre parole, non è esagerato asserire che le nostre azzurre in quegli anni, nella loro categoria, rappresentavano la squadra più forte al mondo, l’avversario da battere in ogni situazione, un team che tutto il mondo ci invidiava. Tuttavia, il dato che salta agli occhi riguarda un’ascesa incredibile di tutte le nostre rappresentative di surfcasting che nel 2005 hanno ottenuto una serie di successi senza precedenti.

Un mondiale difficile

Subito evidente, il Mondiale a S. Elpidio, nonostante si sia giocato in casa, è apparso difficile per i nostri atleti. In altre parole, le difficoltà tecniche che presentavano i vari campi gara e la specificità delle prede presenti, non solo non ci hanno avvantaggiato, ma, al contrario, sono risultati in alcuni casi più congeniali al modo di pescare di molte delle rappresentative estere. Tutto ciò rende la vittoria ancora più importante e sottolinea con forza il valore atletico delle nostre formazioni. In pratica, la grande quantità di “mazzoline”, così vengono chiamate le gallinelle in queste zone, ha costretto i garisti ad un impiego massiccio di sardina e all’utilizzo di parature specifiche per la loro cattura. In sostanza, la tanto auspicata pesca delle mormore, con relativa arenicola, un binomio tanto caro agli agonisti italiani, considerando le manche diurne, ad eccezione dell’ultima prova, è risultata pressoché inesistente. Inoltre, un’eccezionale ”invasione” d’aguglie nella seconda manche, specialmente nel campo gara maschile, ha visto soffrire non poco la nostra nazionale, in una tecnica in quegli anni per noi non ancora messa punto, che da sempre vede primeggiare le formazioni portoghesi, e in questo caso spagnole, che hanno dato prova di una grande padronanza in questa specifica tipologia di pesca, con un elevatissimo numero di prede. In definitiva, tutti i previsti piccoli vantaggi di cui si credeva poter usufruire giocando in casa, sono svaniti sin dalle prime ore di gara, costringendo le nostre nazionali ad una serrata e stressante competizione.

Campionesse senza limiti

Che la pesca al femminile in quegli anni fosse una piacevole realtà è cosa nota, ed altrettanto conosciuto è il valore tecnico delle nostre atlete; tuttavia era difficile immaginare un altro simile successo. Al vertice della classifica fin dalle prime manche, le nostre splendide ragazze hanno saputo contrastare con determinatezza la fortissima formazione del Portogallo, una squadra che in quegli anni ha sempre primeggiato le classifiche in tutti i mondiali, aggiudicandosi sempre il podio. Difficile la terza prova, alla fine della quale, dopo una “drammatica” pesatura, a causa di soli 4 gr la nostra nazionale perdeva il vantaggio accumulato, pur rimanendo in testa alla classifica provvisoria ma a pari penalità con Spagna e Portogallo.

La quarta ed ultima prova, decisiva ed emozionante, ha sancito la supremazia della Nazionale italiana, aggiudicandole definitivamente il successo. Sorprendente la prova di Gabriella Malizia, campionessa italiana in carica, al suo primo mondiale, che con quattro manche eccezionali si è aggiudicata l’oro individuale.

Viene da chiedersi in cosa risiede il segreto di tanta bravura, in altre parole, cosa ha consentito a queste straordinarie ragazze di conseguire per tanti anni questi risultati. Ebbene, sicuramente uno spirito di gruppo sorprendente ed una preparazione tecnica elevata, ma soprattutto una passione senza limiti, una dedizione totale a questo sport che per sua natura richiede enormi sacrifici e molto tempo, tempo spesso sottratto al lavoro e alla famiglia. Una piena fiducia, poi, nel mio operato e una totale condivisione ha fatto il resto.

Un mondiale sofferto

Sostanzialmente diverso, il mondiale che hanno disputato i nostri ragazzi è apparso subito molto difficile, tanto che fino all’ultima prova erano pochi a scommettere in un risultato che ci vedesse salire sul podio. Evidente la supremazia della squadra spagnola e sorprendente la bravura di Perez Xavier che ha disputato tre manche esemplari conseguendo consecutivamente il primo di settore, una prestazione che nonostante l’ultima prova, che lo ha visto in difficoltà, gli ha permesso d’aggiudicarsi un oro davvero prestigioso. Doveroso puntualizzare che i nostri ragazzi hanno sofferto una tipologia di pesca cui non sono abituati, anche se era sicuramente possibile nelle prime prove fare meglio. Forse l’emozione, ricordo che tre di loro hanno disputato il loro primo mondiale, o la grande responsabilità che si avvertiva nel giocare in casa, hanno condizionato non poco la gara nella sua fase iniziale. Tuttavia, un ritrovato spirito di gruppo, un apprezzabile appello al proprio orgoglio di garisti, un’indiscutibile preparazione tecnica e una gara fatta di sera a prede e tecniche a noi più congeniali hanno fatto sì che nell’ultima manche le cose cambiassero radicalmente, aggiudicandosi la prova e di conseguenza l’argento. Detto questo, sicuramente potevamo aspirare all’oro, tuttavia è necessario puntualizzare il grande valore della formazione spagnola che ha pienamente meritato di vincere il mondiale. In altre parole, credo che i nostri ragazzi siano cresciuti molto ed abbiano fatto tesoro di questo splendido mondiale.

Molto tecnico e abbondante di catture          

Sicuramente un mondiale da ricordare, quella di S. Elpidio è stata certamente una delle migliori competizioni internazionali disputate in questi ultimi anni. Ricco di catture, ha permesso agli atleti di cimentarsi in varie tecniche di pesca, sia di fondo che di galla; in altre parole, una gara molto tecnica dove la tattica ha giocato un ruolo decisivo ai fini del risultato delle singole prove e quindi della classifica finale. Nello specifico, la pesca delle “mazzoline”, pesce che sin dall’inizio è apparso fondamentale ai fini della gara, si è svolta sostanzialmente utilizzando travi muniti di braccioli di 40-50 cm innescati essenzialmente a sardina, svolgendo un’azione di pesca mirata all’individuazione dei piccoli branchi in pascolo nelle varie fasce, individuazione che ha consentito catture ripetute in brevissimo tempo. Per quanto riguarda la pesca di superficie, invece, le aguglie presenti in gran numero hanno fatto la differenza, e solo chi era dotato di grande manualità e forte senso dell’acqua ha ottenuto ottimi risultati collezionando un numero di prede che in alcuni casi ha raggiunto e superato i 30 esemplari.

Molto importante, fu proprio quell’esperienza che ci costrinse e convinse a colmare il gap fino a quel momento evidente, sulla pesca delle aguglie, una tecnica con la quale avremmo dovuto fare i conti in diversi campi gara mondiali. Iniziammo così un percorso di formazione che oggi ci ha portato a pieno titolo ad essere competitivi anche in questa tipologia di pesca con i migliori team internazionali.

Atleti – Senior

Riccardo Miserendino

Emiliano Tenerelli

Lino Materazzo

Francesco Carta

Francesco Brundo

Francesco Falcone

 

Atleti – Donne

Flavia Santoro

Daniela Ferrando

Tiziana Campanile

Elisabetta Prost

Simona Vincis

Gabriella Malizia

 

Risultati

Classifica per nazioni femminile

ORO               Italia         penalità 8

ARGENTO   Portogallo     penalità 12

BRONZO      Spagna       penalità 14

 

Classifica individuale femminile

ORO               Gabriella Malizia     Italia             penalità 20

ARGENTO       Rafaela Ramos       Spagna         penalità 24

BRONZO         Fernanda Pereira    Portogallo     penalità 35

 

Classifica per nazioni maschile

ORO                Spagna        penalità 7

ARGENTO       Italia            penalità 16

BRONZO        Portogallo     penalità 21

 

Classifica individuale maschile

ORO               Xavier Perez             Spagna       penalità 23

ARGENTO       Edoardo Martinez    Spagna         penalità 31

BRONZO         José Alfonso           Portogallo     penalità 61