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È tempo di spigole

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Sicuramente una delle prede più importanti del surfcasting, la spigola rappresenta il pesce più ricercato in questa disciplina durante l’autunno/inverno, un periodo in cui, sfruttando le numerose mareggiate, si spinge a riva in cerca di cibo.

Estroversa, imprevedibile, la spigola è molto comune lungo tutte le nostre coste, anche se ultimamente è costretta a dividere il territorio di caccia con un altro grande predatore, il serra. Tuttavia, la spigola mantiene indisturbato il suo primato di regina del surf, e la sua cattura, quando di taglia, regala ad ogni surfcastman grande soddisfazione. Insidiata con svariate tecniche e attrezzature, nei mesi invernali è fatta oggetto di battute di pesca mirate con attrezzature, parature ed esche appositamente impiegate ai fini della sua cattura e, là dove possibile, utilizzando il vivo, una pratica molto efficace nel surfcasting che permette d’insidiare gli esemplari più grandi e quelli più diffidenti e restii ad abboccare alle esche tradizionali. Generalmente si preferisce svolgere un’azione di pesca di notte e, cosa indispensabile, durante le forti mareggiate. Tuttavia è necessario puntualizzare che l’attività di questo predatore è assai varia e legata spesso alle singole località; in altre parole, ci sono zone dove le catture più belle si ottengono esclusivamente durante le ore notturne, altre invece dove anche durante il giorno si hanno ottimi risultati. Detto questo, se vogliamo dedicarci specificatamente alla cattura delle spigole, è necessario prestare la massima attenzione alle condizioni meteo e al bollettino del mare, imparando a leggere attentamente tutti i segnali che il barometro c’invia. Oggi ci viene in aiuto la tecnologia più avanzata con i suoi bollettini meteo disponibili in modo costante, molto precisi ed affidabili. Tra tutti i pesci che possiamo insidiare a surfcasting la spigola rappresenta sicuramente una delle prede più imprevedibili; in ogni caso esistono delle regole che è assolutamente necessario seguire e che potranno sicuramente aiutarci ad ottenere i risultati sperati. In primo luogo le condizioni del mare: indispensabile il moto ondoso rilevante, specialmente per gli esemplari di grossa taglia. Ottimo l’inizio mareggiata e la scaduta, meglio se frutto di una perturbazione che è durata alcuni giorni; per fare un esempio, sulla costa della Toscana una libecciata di tre, cinque giorni darà sicuramente i risultati migliori rispetto ad una maestralata di un solo giorno. In merito agli orari abbiamo già accennato in precedenza, tuttavia è bene ricordare che le prime ore del mattino, il tramonto e la notte rappresentano, nella grande maggioranza dei casi, i periodi migliori per tentare la sorte. Un altro fattore che influenza in modo decisivo l’attività delle spigole è la pressione atmosferica. In altre parole, i bruschi ed improvvisi abbassamenti di pressione che precedono l’arrivo di una perturbazione scatenano in molti pesci l’istinto di predazione, mettendole in caccia freneticamente e facendogli perdere gran parte della loro naturale diffidenza. E’ facile intuire, quindi, che saper leggere correttamente il barometro può risultare assai utile e farci guadagnare tempo prezioso ai fini della nostra battuta di pesca.

Dove cercarla

Innumerevoli i luoghi dove possiamo insidiare la spigola: dighe foranee, scogliere naturali e principalmente le foci dei fiumi, così come svariate sono le tecniche con cui possiamo tentarne la cattura. Tuttavia per gli irriducibili del surf puro è questo il periodo in cui si può averne ragione praticando la nostra amata disciplina nei luoghi a noi tanto cari, ovvero dalla spiaggia, cercando d’individuare quelle postazioni che rappresentano le zone ideali dove il grande predatore ama aggirarsi in cerca di cibo. Ottimi i canaloni, quelli che da noi in Toscana vengono chiamate “buche”: Nella pratica tutti quei tratti di mare dove l’acqua è profonda e durante la scaduta si formano ampie schiumate caratterizzate da una corrente bilanciata grazie alla quale si addensano grandi qualità di cibo. Inoltre l’acqua particolarmente ossigenata crea le condizioni perfette per la spigola affinché possa sferrare i suoi micidiali attacchi verso piccole prede in difficoltà. Nello scegliere la postazione, quindi, prediligiamo i canaloni ampi e lanciamo le nostre esche sempre in faccia al vento, cercando di disporle nel punto dove rimaniamo in pesca con meno piombo possibile: questo sarà il segnale che avremo posto l’esca nel punto migliore.

Un’attrezzatura adeguata

Spesso ci troviamo ad operare in condizioni difficili, mare mosso, forte vento, e non di rado una massiccia presenza di alga. Ebbene, in queste situazioni è necessario utilizzare un’attrezzatura adeguata, sufficientemente potente e robusta, ad iniziare dalle canne che dovranno sopportare il lancio di piombi pesanti e consentirci recuperi efficaci anche in situazioni estreme. Stessa cosa dicasi per i mulinelli che dovranno essere di buona taglia e caricati con ottimi fili. Una raccomandazione: nei casi in cui la presenza dell’alga risulta massiccia può venirci in aiuto il trecciato. Caricato in bobina, durante il recupero raccoglie molta meno alga di quanto non faccia il nylon, agevolandoci notevolmente nell’azione di pesca. Per quanto riguarda la montature e i terminali, possiamo utilizzare sia il piombo scorrevole che una paratura con zavorra terminale fissa, ma in entrambe le soluzioni, quando la situazione lo consente, impieghiamo un finale molto lungo, 150–200 cm ed oltre, facendo attenzione a non scendere troppo con il diametro: un buon 0,30 mm risulta spesso indispensabile.

Esche i inneschi                                      

Molte sono le soluzioni vincenti nella pesca delle spigole, dal cannolicchio all’americano, dalla sardina alla trancia di muggine. Quale che sia la scelta, ricordiamoci però che anche se è sempre possibile catturare una bella spigola con un piccolissimo verme, mai come in questo caso il detto esca grande pesce grande risulta veritiero. Confezioniamo quindi i nostri inneschi in modo accurato, prediligendo bei bocconi succulenti ed appariscenti. Infine, non sottovalutiamo mai la possibilità d’impiegare esche vive. Esistono luoghi e condizioni, infatti, dove questa pratica risulta vincente e consente la cattura di esemplari altrimenti impossibili da ingannare con altre esche…provare per credere!

 

Le condizioni ideali                                             

ore                             moto ondoso                      pressione atmosferica

diurne                         in aumento                          in calo rapido

tramonto                    in aumento                           in calo lento

notte                         stazionario                            stazionaria   

alba                           inizio scaduta                       in forte rialzo

diurne -notturne         fine scaduta                         stazionaria