Home Alfonso e Daniela Agonismo…più che una passione – Storia mondiale 15

Agonismo…più che una passione – Storia mondiale 15

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Galles 2018

A detta di tutti, e personalmente lo confermo, quello in Galles è stato uno dei mondiali più tecnici e difficili a cui io abbia partecipato.

Maree imponenti difficili da gestire, condizioni meteo spesso estreme e pesci e tecniche a noi non congeniali hanno reso la competizione entusiasmante ma certamente estremamente difficoltosa. Inoltre i campi gara molto diversi e spesso lontani tra loro anche parecchi chilometri hanno reso molto difficile il lavoro anche dietro ai picchetti. Tuttavia la gara ci ha visto sempre competitivi e, nonostante l’ottava posizione nella classifica finale, un piazzamento che ovviamente non ci ha soddisfatto, posso dire che il nostro team si è comportato in modo egregio, combattendo fino all’ultimo con il massimo impegno.  

 Giorni di prova

Come sempre indispensabili, i giorni di prova sono risultati di fondamentale importanza per mettere a fuoco le varie problematiche tecnico/ambientali legate ad un campo gara a noi sconosciuto caratterizzato da maree imponenti e prede ai più non note. L’organizzazione della postazione, che imponeva spostamenti continui da effettuare in velocità, ha evidenziato l’efficacia del carrello attrezzato a tale scopo, dell’impiego di un tripode stabile ed accessoriato, dell’utilità di un picchetto aggiuntivo per agevolare gli spostamenti della canna in battigia e dell’uso di un telo cerato da impiegare nei casi di campi gara ciottolosi per facilitare le operazioni di lancio piombo a terra. Le varie prove hanno reso possibile individuare le due azioni di pesca, i travi e gli inneschi più adatti e mirati alla cattura delle due specie principali che poi avrebbero condizionato la competizione: gli whiting e i dog fish. Da sottolineare che anche in questa occasione è stato possibile raccogliere dati e mettere a punto la strategia con un’apprezzabile collaborazione di tutti gli atleti, un segnale assai positivo che ha permesso di lavorare con una ragionevole tranquillità.

La gara

Come ho detto in precedenza, si è trattato di uno dei mondiali più difficili che io abbia mai vissuto. I campi gara diversi e mai affrontati prima, le maree imponenti e le condizioni meteo marine avverse hanno reso la competizione dura ed impegnativa sia sotto il profilo tecnico che fisico. L’alto livello tecnico delle nazioni partecipanti, poi, molte delle quali legate al territorio, ci ha fatto subito capire che la competizione sarebbe stata assai difficile e combattuta fino al termine. Tuttavia, pur coscienti delle difficoltà, ci abbiamo creduto fino alla fine, consapevoli delle nostre possibilità. Il livello di preparazione ed esperienza di alcuni dei nostri atleti faceva ben sperare, e a dimostrazione di ciò ci sono stati degli ottimi piazzamenti tra cui alcuni prestigiosi primi di settore ed eccellenti posizioni guadagnate da alcuni nostri atleti durante tutte le manche del mondiale, segno evidente che la strategia e il lavoro fatto durante le prove e in questi ultimi anni sta iniziando a dare i suoi frutti di continuità. Prezioso il contributo del mio nuovo vice CT Eugenio con il quale ho condiviso un lavoro tutt’altro che facile. Infine, ancora oggi mi sento di ringraziare tutto lo staff federale per il supporto dato e  Orlando, per l’impegno e l’aiuto che non è mai venuto meno, neanche nelle situazioni più difficili.

 Considerazioni tecniche

Dopo prove, considerazioni, analisi dei dati raccolti e andamento della competizione abbiamo dedotto e rilevato i seguenti dati tecnici.

Canne: gli attrezzi più adatti sono risultati quelli di potenza medio/alta, adatti al lancio di piombi pesanti e da tenuta, e a sostenere un’azione di pesca dove essere perfettamente “ancorati” al fondo è risultato fondamentale.

Trave: il trave sicuramente più efficace, utilizzato dalla maggior parte delle squadre presenti, è risultato molto corto, circa 100 cm, triamo/biamo, totalmente clippato e munito di piombo spike.

Innesco: dopo varie e ripetute verifiche, l’esca più efficace nella pesca dei dog fish è risultata il sandeel seguito dal maccarello. Per quanto riguarda invece gli whiting, sia il sandeel che il maccarello hanno dato ottimi risultati. Infine, in particolari condizioni (acqua scura) e specialmente durante le ore diurne e in prossimità del picco di bassa marea, il lugworm si è rivelato particolarmente catturante.

Tipologia d’innesco: il boccone più redditizio è stato quello non troppo risicato, morbido, assicurato all’amo con pochi giri di filo elastico.

Lancio tecnico

In questa occasione è emerso un aspetto tecnico assai rilevante che deve farci riflettere. Sostanziale novità in questo mondiale, è stato consentito d’entrare in acqua per lanciare (acqua al ginocchio), regola sempre esistita ma sostanzialmente osteggiata fino ad oggi per motivi di sicurezza e resa effettiva in modo ufficiale solo in questa occasione. Una novità che ha consentito, a chi abituato, di guadagnare molti metri effettuando, oltre al classico pendolare, un lancio in sospensione. Tutto ciò ci costringe ad una doverosa riflessione. I nostri atleti non sono abituati a questa tipologia di lancio e di conseguenza anche all’impiego di alcune tipologie di piombi come lo spike, risultato in questa occasione insostituibile per assicurarsi una forte tenuta, indispensabile per garantirsi la possibilità d’effettuare catture multiple, ovvero coppiole e triplette.

Team

Marcello Messina

Roberto Matteucci

Massimo Mucciola

Emiliano Tenerelli

Jhonni D’Alfonso

Andrea Cavalieri

 Vice CT

Eugenio Ucci

 

Staff Federale

Stefano Sarti

David Girardi                                                                                 

 

Classifica per nazioni

1 Portogallo

2 Inghilterra

3 Spagna

 

Classifica individuale

1 Ruud Van Noord – Olanda

2 Richard Gormley – Irlanda

3 António Milheirão – Portogallo